Privacy, etica e normativa

Perché l'intelligenza artificiale non deve mai vedere i nomi dei tuoi alunni

Il principio di minimizzazione applicato alla scuola: perché il nome dell'alunno è quasi sempre inutile al risultato.

Nicola Buciunì· 18 settembre 2026· 2 min di lettura
← Tutti gli articoli

È la domanda che mi fanno per prima in ogni corso, di solito con un misto di curiosità e paura: ma se scrivo il nome di un alunno, dove finisce? La risposta breve è che dipende dal servizio, dalle sue condizioni d'uso e da dove sono i server. La risposta utile è un'altra: non ti serve scriverlo, quindi non scriverlo.

Il principio, prima della norma

Il regolamento europeo sulla protezione dei dati chiede di raccogliere e trattare solo i dati necessari alla finalità. Si chiama minimizzazione, ed è il principio più facile da rispettare e più spesso ignorato. Chiediti che cosa serve davvero al modello per scriverti quel testo. Per un giudizio servono i livelli, non il nome. Per una scheda semplificata serve sapere che ci sono due alunni con dislessia, non chi sono. Per una relazione servono numeri e categorie, non elenchi nominativi. In quasi tutti i casi che ho incontrato, il nome è del tutto inutile al risultato.

La tecnica delle etichette

Il metodo che insegno è banale e funziona: lavora con etichette e riattacca i nomi alla fine, sul tuo computer. Scrivi Alunno 1, Alunno 2, Alunno 3, tieni da parte la corrispondenza su un foglio tuo, e quando il testo è pronto sostituisci. Sono trenta secondi di lavoro, e cambia completamente la natura di quello che hai inviato. È lo stesso principio con cui ho costruito i miei strumenti: la corrispondenza tra etichetta e nome non lascia mai il dispositivo di chi li usa.

Le informazioni che non vanno scritte mai

• Diagnosi, codici, referti, terapie: stanno nel fascicolo riservato e non escono da lì.

• Condizioni familiari, economiche, giudiziarie. Nemmeno quando sembrano spiegare i risultati scolastici.

• Origine, provenienza, religione. Se serve, si scrive alunno non italofono: è un dato didattico, non identitario.

• Note disciplinari riferite a singoli, che hanno una loro sede protetta nel registro elettronico.

Che cosa dire ai genitori

Prima o poi qualcuno te lo chiederà. La risposta che funziona è semplice e vera: uso strumenti di intelligenza artificiale per scrivere meglio e più in fretta i documenti, non per valutare, e nessun dato personale di suo figlio viene inviato a questi servizi. È una frase che puoi pronunciare solo se è vera. Ed è il motivo per cui vale la pena prendere l'abitudine giusta fin dall'inizio.

Ti è servito? C'è di più, ed è gratis.

Con un'email e una password hai quattro strumenti e le quindici lezioni interattive per la LIM. Senza carta di credito. I giochi e la piantina della classe si aprono senza registrarsi.

Crea l'account gratuito Guarda le risorse

Continua a leggere

Le nuove Indicazioni nazionali e la programmazione: come usare l'IA senza copiare Due impianti di riferimento nella stessa scuola. Come usare l'IA per la programmazione senza scrivere un documento scollegato. Il metodo D.I.D.A.: le quattro domande da farsi prima di scrivere un prompt Destinatario, Intenzione, Dispositivo, Azioni: le quattro domande da farsi prima di scrivere un prompt. Ho costruito un generatore di giudizi. Poi mi sono chiesto se fosse lecito Il problema me l'hanno raccontato decine di colleghi, sempre con le stesse parole: non è scrivere un giudizio, è scriverne venticinque.