È la domanda che mi fanno per prima in ogni corso, di solito con un misto di curiosità e paura: ma se scrivo il nome di un alunno, dove finisce? La risposta breve è che dipende dal servizio, dalle sue condizioni d'uso e da dove sono i server. La risposta utile è un'altra: non ti serve scriverlo, quindi non scriverlo.
Il principio, prima della norma
Il regolamento europeo sulla protezione dei dati chiede di raccogliere e trattare solo i dati necessari alla finalità. Si chiama minimizzazione, ed è il principio più facile da rispettare e più spesso ignorato. Chiediti che cosa serve davvero al modello per scriverti quel testo. Per un giudizio servono i livelli, non il nome. Per una scheda semplificata serve sapere che ci sono due alunni con dislessia, non chi sono. Per una relazione servono numeri e categorie, non elenchi nominativi. In quasi tutti i casi che ho incontrato, il nome è del tutto inutile al risultato.
La tecnica delle etichette
Il metodo che insegno è banale e funziona: lavora con etichette e riattacca i nomi alla fine, sul tuo computer. Scrivi Alunno 1, Alunno 2, Alunno 3, tieni da parte la corrispondenza su un foglio tuo, e quando il testo è pronto sostituisci. Sono trenta secondi di lavoro, e cambia completamente la natura di quello che hai inviato. È lo stesso principio con cui ho costruito i miei strumenti: la corrispondenza tra etichetta e nome non lascia mai il dispositivo di chi li usa.
Le informazioni che non vanno scritte mai
• Diagnosi, codici, referti, terapie: stanno nel fascicolo riservato e non escono da lì.
• Condizioni familiari, economiche, giudiziarie. Nemmeno quando sembrano spiegare i risultati scolastici.
• Origine, provenienza, religione. Se serve, si scrive alunno non italofono: è un dato didattico, non identitario.
• Note disciplinari riferite a singoli, che hanno una loro sede protetta nel registro elettronico.
Che cosa dire ai genitori
Prima o poi qualcuno te lo chiederà. La risposta che funziona è semplice e vera: uso strumenti di intelligenza artificiale per scrivere meglio e più in fretta i documenti, non per valutare, e nessun dato personale di suo figlio viene inviato a questi servizi. È una frase che puoi pronunciare solo se è vera. Ed è il motivo per cui vale la pena prendere l'abitudine giusta fin dall'inizio.