Metodo e fondamenti

Il metodo D.I.D.A.: le quattro domande da farsi prima di scrivere un prompt

Destinatario, Intenzione, Dispositivo, Azioni: le quattro domande da farsi prima di scrivere un prompt.

Nicola Buciunì· 31 agosto 2026· 2 min di lettura
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Quasi tutti i docenti che seguo nei corsi arrivano con la stessa convinzione: che esista il prompt giusto, una formula magica da copiare. Poi scoprono che il problema non è la formula, è che non hanno deciso che cosa vogliono. Da anni uso con i corsisti una struttura in quattro passaggi, che chiamo D.I.D.A. Non è un trucco tecnico: è il modo in cui un docente progetta, applicato alla conversazione con la macchina.

D come Destinatario

A chi è rivolto quello che stai chiedendo? Non basta dire studenti. Una scheda per una seconda primaria e una per una seconda liceo scientifico sono due oggetti diversi in tutto: lessico, lunghezza delle frasi, numero di consegne per pagina, tipo di esempi. Nel destinatario metti anche chi in quella classe fa più fatica. Se scrivi tre alunni con DSA e due non italofoni, il testo che ottieni cambia davvero: frasi più brevi, lessico controllato, consegne una alla volta.

I come Intenzione

Che cosa vuoi che succeda dopo? È la domanda che i docenti saltano più spesso, e che invece determina tutto il resto. Vuoi introdurre un argomento nuovo, consolidare qualcosa di già visto, verificare, recuperare, appassionare? Un testo che serve a incuriosire e uno che serve a verificare non si somigliano per niente, anche se parlano dello stesso argomento. L'intenzione va scritta esplicitamente. Non chiedere una scheda sulle frazioni: chiedi una scheda che serva a capire se hanno afferrato il concetto di equivalenza, dopo due lezioni introduttive.

D come Dispositivo

Dove finirà quel materiale? Su carta fotocopiata in bianco e nero, sulla LIM, su un tablet, letto ad alta voce? È un vincolo pratico che cambia la forma del risultato. Un'attività per la lavagna interattiva ha bisogno di una cosa per schermata e di caratteri grandi; una scheda fotocopiata non può contare sui colori; un testo che verrà letto ad alta voce ha bisogno di frasi che si reggano all'orecchio.

A come Azioni

Che cosa faranno concretamente gli studenti? È il punto in cui si vede se l'attività è progettata o solo evocata. Leggeranno, sottolineeranno, discuteranno a coppie, completeranno una tabella, costruiranno qualcosa? Se non lo scrivi, la macchina ti restituisce un testo espositivo, perché è la cosa che le riesce meglio. Se lo scrivi, ottieni un'attività.

Perché funziona Il metodo funziona non perché parli meglio alla macchina, ma perché costringe te a decidere prima. Le quattro domande sono le stesse che un buon docente si fa quando prepara una lezione senza alcuna tecnologia. È anche il motivo per cui, dopo un po', i corsisti smettono di cercare prompt da copiare: si accorgono che il prompt è solo la loro progettazione, scritta. Un esercizio che consiglio sempre: prendi l'ultimo materiale che hai preparato a mano e prova a descriverlo con le quattro D. Se fai fatica a rispondere a una delle domande, molto probabilmente è il punto debole anche del materiale.

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Ho costruito un generatore di giudizi. Poi mi sono chiesto se fosse lecito Il problema me l'hanno raccontato decine di colleghi, sempre con le stesse parole: non è scrivere un giudizio, è scriverne venticinque.