Da quest'anno migliaia di colleghi si trovano davanti a un problema che non avevano mai avuto: nella stessa scuola convivono due impianti di riferimento diversi. Le classi prime seguono le nuove Indicazioni nazionali, le classi intermedie proseguono con quelle del 2012 fino alla fine del ciclo. Non è una questione formale. Cambiano il lessico dei documenti, la formulazione degli obiettivi e la loro scansione temporale. Un docente che insegna in una prima e in una terza deve scrivere due programmazioni che parlano lingue diverse.
Il rischio del copia e incolla
La tentazione è evidente: chiedere all'intelligenza artificiale la programmazione di italiano per la classe prima e incollare quello che esce. È anche il modo migliore per ritrovarsi con un documento che non regge due domande. Il primo problema è che i modelli, se non li vincoli, mescolano le formulazioni: ti restituiscono traguardi e competenze attese nello stesso paragrafo, perché entrambe le espressioni esistono nei testi su cui sono stati addestrati. Il secondo è che la programmazione deve essere coerente con quanto ha deliberato il tuo collegio dei docenti. Nessun modello lo sa. Quel raccordo lo puoi fare solo tu.
Che cosa delegare e che cosa no
Non delegare mai gli obiettivi. Quelli vengono dal curricolo d'istituto e dal lavoro dei dipartimenti: se li fai inventare, stai scrivendo un documento scollegato dalla tua scuola. Delega volentieri, invece, la parte redazionale: l'analisi della situazione di partenza a partire dalle tue osservazioni, la distribuzione dei contenuti nel monte ore, la stesura delle sezioni su metodologie, strumenti e valutazione, la messa in forma delle unità di apprendimento. È la stessa distinzione che vale per tutti i documenti scolastici: la sostanza è tua, la forma può essere assistita.
Tre accorgimenti pratici
• Dichiara nel prompt quale quadro di riferimento vale per quella classe, e chiedi esplicitamente di usare solo quel lessico. È la singola istruzione che migliora di più il risultato. • Fornisci tu i nuclei tematici, presi dal curricolo d'istituto. Se non li dai, verranno inventati in modo plausibile e generico. • Chiedi che la somma delle ore delle unità si avvicini al monte ore reale. Senza questo vincolo escono programmazioni da duecentocinquanta ore su una disciplina che ne ha novantanove.
Un test di qualità in trenta secondi
Quando hai il documento davanti, cerca gli obiettivi e chiediti: sono osservabili? Se leggi favorire la crescita personale o stimolare l'interesse, non lo sono. Un obiettivo verificabile dice che cosa lo studente sa fare, in quale situazione e con quale grado di autonomia. Se la programmazione non supera questo test, non è colpa della macchina: significa che non le hai dato niente di preciso da cui partire.